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Diari di Viaggio di Positano e della Costiera amalfitana

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Notti: Camere:

Adulti: Bambini:

Diario di Viaggio del Sig. Franceschi 16/09/2006

Fra i vari preparativi di un matrimonio che bisogna affrontare e  risolvere, il viaggio di nozze è certamente il più impegnativo e delicato. Mi accingevo ad affrontare questo problema, all’avvicinarsi della fatidica data delle nozze,  cercando fra le varie agenzie di viaggio la soluzione ottimale e, soprattutto, più gradita alla mia compagna e  futura moglie.
Depliants, fotografie e descrizioni varie che illustravano luoghi stupendi, alberghi da sogno con piscine e vedute meravigliose, sfilavano davanti ai miei occhi, ma rimanevo indeciso e quanto  mai  perplesso. Infine l’impiegato di una agenzia mi propose Positano, località che conoscevo solo di nome. “Un luogo di sogno” continuò “il luogo dove abitavano le  Sirene. Pensi che  Ulisse dovette attraversare quel tratto di mare legato all’albero della sua nave per non cedere alla bellezza di quei luoghi!” mi consigliò, strizzandomi l’occhio.
Quest’ultima proposta e la storia di Ulisse, con la prospettiva  di scoprire  un luogo magico, eccitò la mia fantasia di novello sposo e sciolse ogni riserva,  così,  convinto della mia scelta, accettai la proposta di Positano.

Arrivo a Positano

Arrivai a Positano di notte. Ebbi  subito  l’impressione di essere capitato in un paese  fuori dal comune, in un presepe,  un paese fatto di case che sembravano sospese fra cielo e mare. Le luci esaltavano questa sensazione creando  l’immagine di un paese da fiaba.  Mi veniva quasi spontaneo girare intorno in cerca delle belle fatine, mi trovai accanto la mia sposa e le comunicai questa sensazione meravigliosa. La nostra felicità fu immensa. Avevamo trovato il nostro nido d’amore . Il luogo ideale dove passare la nostra luna di miele.

1° Giorno: Positano

Il mattino  successivo il nostro risveglio fu allietato da un panorama mozzafiato che si apriva davanti ai nostri occhi. Pensavo che avrei fatto, con ogni probabilità, la fine di Ulisse: per portarmi via da Positano avrebbero dovuto farlo forzatamente. Ma le nostre meraviglie non erano terminate, anzi, erano appena iniziate. Percorremmo le stradine di Positano, immergendoci in quella magica atmosfera che ci aveva accolti dal primo momento. Scoprimmo una miriade di negozi di abbigliamento, con modelli originali e una fantasmagoria di colori che fecero letteralmente impazzire la mia giovane sposa e… la mia carta di credito!
Nei tipici ristoranti di Positano scoprimmo  sapori della cucina mediterranea  a noi  ignoti.La fiaba continuava e mi chiedevo cosa avrebbe fatto il povero Ulisse se all’epoca fosse esistito anche  tutto questo: probabilmente avrebbe  divelto l’albero maestro della nave dove era legato!

2° Giorno: Amalfi e Ravello

Il secondo giorno decidemmo di visitare Amalfi. La strada costiera  è indescrivibile e mi tornava in mente la frase di Bacchelli riportata sul depliant dell’albergo “la strada è di una bellezza che smarrisce il rimpianto nell’ammirazione!”
Oltrepassato il bivio di Conca dei Marini ci apparve Amalfi. Un gioiello incastonato nella costa!
Una sintesi di storia italiana, bellezze naturali ed architettura mediterranea. Le stradine strette, medioevali, ci riportarono indietro nel tempo. La Tabula Amalphiae, gelosamente custodita nel Comune, ci ricordava il ruolo avuto da questa repubblica nella storia della marineria, con la promulgazione del primo codice marinaro. Il Duomo poi, il monumento più importante della Costiera, era la testimonianza più autorevole dello splendore  della Repubblica  di Amalfi. Eravamo immersi in un millennio di storia! Una particolare attenzione la dedicammo anche all’artigianato locale:
il limoncello, fatto secondo un’antica ricetta che valorizza  lo “sfusato amalfitano”, un limone tipico della costiera, dal profumo delicato e particolare; le antiche cartiere, dove ancora oggi si produce  la famosa carta di Amalfi  seguendo diligentemente le antiche metodologie. Completammo la giornata con una visita a Ravello “La perla della costiera”.
Una posizione incantevole. Dall’alto domina il golfo di Salerno con l’autorevole consapevolezza della propria importanza strategica, panoramica e storica. Ravello, conosciuta già dai Romani  come una località turistica, ha sempre mantenuto questo ruolo. Nel Medioevo  fu scelta dal Petrarca come luogo di riposo ed in tale periodo il Petrarca ha descritto e ci ha tramandato il terribile cataclisma che  fece sparire sotto le onde del mare gran parte della città di Amalfi  e un lungo tratto di costa. Notevoli sono le due ville per cui è famosa Ravello, oltre il Duomo: Villa Rufolo e Villa Cimbrone. Quest’ultima, ristrutturata dal Vanvitelli, presenta un’allegoria degna di nota: oltrepassato l’ingresso il visitatore si trova di fronte un viale che va verso il mare. Avanzando in detto viale si apre davanti ai suoi occhi uno scenario sempre più vasto fino ad arrivare ad un piazzale che domina tutto il golfo di Salerno, con uno strapiombo di circa trecento metri sul mare. Al suddetto viale il Vanvitelli ha attribuito il significato della conoscenza umana, che diventa sempre maggiore man mano che si va avanti, il piazzale finale rappresenta poi la meta che troviamo al termine delle nostre conoscenze ed infatti è ornato da busti di uomini illustri.  Al viale  è stato dato il nome suggestivo di viale dell’Infinito, mentre lo spiazzo terminale è stato denominato  piazzale dell’Immensità.
La visita al Museo del corallo ha concluso la nostra gita a Ravello e la nostra seconda giornata.

3° Giorno: Gita a Capri

Il  terzo giorno abbiamo optato per una gita a Capri, tappa obbligatoria per la fama meritata ed indiscussa dell’isola. Ci siamo imbarcati su un battello locale dal molo di Positano. Definire stupenda la traversata non le rende il giusto merito. Davanti ai nostri occhi scorrevano dei luoghi incantevoli: La grotta dell’acqua con i suoi colori  azzurro intenso;  le rocce denominate “la cattedrale”  che si ergevano superbe sul mare; la spiaggia di Nerano; la Baia di Jeranto, parco nazionale marino; Punta Campanella; il golfo di Napoli in lontananza, Sorrento alla nostra destra  ed infine di fronte a noi apparve… Capri, nobile, pigra, lussuriosa, che si adagiava sul suo mare azzurro smeraldo. Descrivere Capri, le sensazioni che provoca e le varie impressioni non è cosa da poco, dico soltanto che è un’esperienza unica che vale la pena di vivere e per cui vale la pena di vivere! La funicolare, con i suoi scenari  su Capri e sul Golfo di Napoli; la Piazzetta, con il suo fascino nobile, civettuolo e discreto; le sue stradine ricche di sfavillanti e lussuosi negozi …altro duro attentato alla mia carta di credito! Il tutto formava un mondo irreale, da sogno. Capivo sempre più Ulisse legato all’albero della Sua nave. Io, invece, misero mortale,  camminavo a briglia sciolta, esposto a tutte le tentazioni mie e soprattutto di mia moglie. Presi per buona la famosa massima di Oscar Wilde: “Il modo migliore per vincere le tentazioni è cedergli!” Faceva al mio caso e non faceva una grinza!
Visitammo la stupenda villa di Axel Munde, la villa di Tiberio ed infine esausti, ma  felici, ci imbarcammo per Positano.

4° Giorno: Sorrento

Il giorno successivo decidemmo di effettuare un’escursione a Sorrento, il cui nome ci evocava vari ricordi romantici. La storia di Caruso, le canzoni  composte da tanti musicisti che si erano ispirati ai suggestivi panorami della città erano un richiamo irresistibile. Partimmo in macchina da Positano e, su suggerimento del proprietario dell’albergo, ci dirigemmo sulla statale per Sant’Agata sui due Golfi. Scegliemmo questo  percorso  più lungo, ma panoramico. La strada è denominata  “Nastro  Azzurro” e il nome, per quanto suggestivo, non le rende merito. E’ una strada che corre alta sulla dorsale della penisola sorrentina. Dopo i primi tornanti, lo scenario  che si aprì davanti ai nostri occhi  fu semplicemente meraviglioso: Si vedevano contemporaneamente il Golfo di Napoli ed il Golfo di Salerno, con Positano e Paiano e di fronte i monti Lattari. La strada stessa sembrava correre fra le nuvole, il Paradiso pareva ubicato ad un palmo dalle nostre mani! Lo scenario, con angolazioni diverse,  ci accompagnò fino a Sant’ Agata sui due Golfi, da dove proseguimmo poi per Termini. Ci dirigevamo  verso le bocche di Capri, e Capri ci apparve ancora in tutta la sua maestosità. Praticamente lo stesso itinerario del giorno precedente, ma questa volta via terra. Arrivati a Termini, rivedemmo dall’alto il piccolo ma emozionante tratto di mare che  separa Capri dalla terraferma e che si sublima nella spettacolare Baia di Ieranto. Pochi chilometri dopo eravamo arrivati a Sorrento.
Sorrento è una graziosa cittadina turistica, ricca di luoghi romantici e suggestivi. La Villa Comunale
offre un  panorama  meraviglioso del Golfo di Napoli e tante suggestioni offre anche una visita all’Hotel Vittoria,  tipico albergo degli anni venti,  romantico  e riservato. Una strana e inspiegabile nostalgia ci colse (ci sorprendemmo a canticchiare, inconsciamente, Torna a Surriento).Una stradina poi ci colpì  particolarmente: Il vicolo S. Cesareo. Parallelo al Corso principale di Sorrento, è una stradina stretta e lunga, piena di negozietti e botteghe di vario genere che offrono una varietà unica di colori. Questo è il centro commerciale e turistico di Sorrento. Si trova di tutto, dalle primizie ortofrutticole ai gioielli, dagli oggetti in corallo e  cammei, ai lavori di intarsio in legno, vera e propria tipicità dell’artigianato sorrentino. La visita a Sorrento è stata un’esperienza deliziosa, specialmente per noi  che desideravamo una luna di miele  ricca di emozioni diverse.

5° Giorno: Pompei

Il giorno successivo decidemmo di visitare Pompei. Non poteva mancare una tappa così importante in un viaggio che fino ad ora era stato semplicemente straordinario.
Visitare Pompei è un viaggio nel tempo. Un viaggio in duemila anni di storia, Sembra incredibile che una città di circa cinquantamila abitanti sia stata spazzata via in pochi giorni da un vulcano che a guardarlo sembrava solo un docile gigante buono addormentato. I ruderi  delle varie abitazioni, negozi ed edifici varii  testimoniano  l’opulenza e la grandezza di una civiltà  tanto lontana eppure a noi tanto vicina, quasi contemporanea. Sembrava tutto essere avvenuto da una settimana e non da  duemila anni.
Aggirandoci fra queste rovine avevamo l’impressione di sentire la vita di questa città. Tutto sembrava ancora vivo, presente. Socchiudendo gli occhi vedevamo gli abitanti, avvolti nelle loro tuniche, svolgere tranquillamente le loro mansioni quotidiane,
Un’altra giornata interessante! Forse la più interessante! Ancora una nuova, irripetibile, emozione!

6° Giorno: ancora Positano

Il giorno successivo, ultimo giorno della nostra vacanza – luna di Miele, decidemmo di trascorrerlo di nuovo
a Positano. Ci beammo di una lunga passeggiata sulla spiaggia sotto un sole estivo, benché fossimo in  Autunno inoltrato, che inondava  la superficie  del mare di una miriade di luci scintillanti. Scoprimmo una stradina meravigliosa, romantica, che unisce le due spiagge costeggiando il mare, sempre
di un azzurro limpido e intenso. Eravamo felici . In serata ci recammo  a Montepertuso,  un piccolo  villaggio situato  sulla montagna che domina Positano a quattrocento metri circa sul livello del mare. Questo villaggio prende il nome da un costone che lo sovrasta che è attraversato da un enorme buco  alto circa ottanta metri. Questo buco ha la  particolarità di essere attraversato dai raggi del sole nei mesi estivi e dai raggi lunari in alcune ore delle  notti di luna piena. Pare che, tali caratteristiche siano comuni solamente ad altre tre  montagne forate che si trovano in India. La strada rotabile che porta a questo villaggio è una caratteristica strada di montagna, sale lungo il costone e ad ogni  svolta offre un panorama diverso. Man mano che si sale il paese  sottostante diventa più piccolo e la veduta della costa sempre più ampia. Ad un certo punto, nelle vicinanze del ristorante dove eravamo diretti, vedemmo tutta la penisola sorrentina, con in fondo i Faraglioni di Capri! Una veduta  paradisiaca simile a quella di Sant’Agata sui due Golfi..  Anche Positano, vista dall’alto, incastonata fra la montagna ed il mare, era uno spettacolo che ci lasciava letteralmente senza fiato. Eravamo felici di aver legato il ricordo di un viaggio così importante per noi ad un posto così stupendo. Abbiamo solennemente giurato di ritornarci, magari con i nostri figli…
Il ritorno è stato caratterizzato da uno  strano sentimento: eravamo  felici e tristi nel contempo. Questo controverso stato d’animo mi riportò in mente un’altra  frase di Bacchelli, che avevo letto sempre sul depliant dell’albergo: “ Quando la mente ritorna a Positano la  rivede più austera e più nobile, melanconica pure, sorridente nella melanconia”.

inviaci anche tu un diario del tuo viaggio in Costiera Amalfitana e lo pubblicheremo.

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